Il nuovo Codice della strada, entrato in vigore il 14 dicembre 2024, ha introdotto modifiche significative per chi consuma sostanze stupefacenti, inclusa la cannabis (THC) per scopo sia terapeutico che ricreativo. Le nuove regole, che puntano a rafforzare la sicurezza stradale, hanno sollevato dubbi e preoccupazioni da parte degli esperti, soprattutto per le ambiguità normative legate all’uso di cannabis terapeutica.
La novità più rilevante riguarda l’articolo 187, che oggi si chiama “Guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti” ma che fino a qualche giorno fa si chiamava “Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti”. Proprio l’eliminazione di qualsiasi riferimento allo “stato di alterazione psico-fisica” fa discutere e dibattere. Secondo la nuova norma infatti, puoi incorrere in sanzioni anche se hai assunto THC una settimana prima. Non serve essere alterati al momento del controllo, basta la presenza della sostanza per incorrere nelle sanzioni. Il problema però è che le tracce di THC possono rimanere nel corpo fino a 30 giorni. In questo modo, come sottolinea in un’intervista per La Stampa¹ l’avvocato Celere Spaziante, è come se lo spirito della norma venisse tradito. Infatti, aggiunge l’esperto, in Italia fumare uno spinello non è reato, reato è mettersi alla guida subito dopo aver fumato perchè sotto l’effetto psicotropo del THC. Se il THC è stato assunto ad esempio 5 giorni prima quindi, si sta chiaramente guidando in piena lucidità e sicurezza. Nel momento in cui però i test non sono in grado di accertare e individuare il momento preciso dell’assunzione, lo scopo della norma viene tradito. Diversi esperti sottolineano che per questo motivo l’articolo 187 rischia di essere dichiarato anticostituzionale dalla Consulta, è stato infatti eliminato l’unico elemento di reale pericolo da monitorare, ovvero lo stato di alterazione.
Come vengono effettuati i test?
La procedura inizia con test preliminari rapidi (test salivari) effettuati direttamente sul luogo del controllo, spesso tramite dispositivi portatili che consentono una valutazione immediata della possibile presenza di sostanze nel sistema del conducente. Qualora i risultati dei test rapidi risultino positivi si passa a esami dettagliati condotti in strutture sanitarie specializzate. In queste sedi, vengono analizzati campioni di sangue o altri fluidi biologici, come le urine, per escludere falsi positivi e confermare definitivamente l’assunzione di sostanze determinando con precisione il tipo di sostanza e la quantità rilevata.
Cosa posso fare in caso di positività ai test?
Se si risulta positivi al THC o ad altri stupefacenti durante un controllo occorrerà dimostrare che l’assunzione è avvenuta per scopi terapeutici. Dovrai quindi fornire tutti i documenti utili allo scopo, prescrizioni mediche, documenti diagnostici e qualsiasi altro documento a tua disposizione. Potrai fare ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dall’avvenuta sanzione e la tua difesa potrebbe richiedere delle contro analisi scientifiche, purtroppo spesso molto costose, per dimostrare che l’uso della sostanza non ha compromesso la guida.
Utilizzando CBD rischio qualcosa?
Il cannabidiolo (CBD), se proveniente da fonti affidabili e certificate, non comporta rischi per le analisi antidroga relative alla patente perchè la sua struttura chimica è diversa da quella del THC e non rientra tra le sostanze monitorate nei test standard. I prodotti di alta qualità sono sottoposti a controlli rigorosi proprio per assicurare che siano privi di THC o che contengano quantità minime, al di sotto dei limiti consentiti dalla legge. Scegliendo prodotti sicuri, puoi godere dei benefici del CBD senza preoccupazioni
